Cannabis light, ricerca e innovazione a Lamalaminola: intervista a Giuseppe Basile (Agronomo)

lamalaminola intervista agronomo giuseppe basile

Ricercatore e agronomo di formazione, ha conseguito la laurea magistrale presso l’Università degli studi di Bari e continua tuttora la sua collaborazione di ricerca presso il dipartimento di micropropagazione e microscopia della stessa Università.  Basile è oggi il tecnico responsabile della produzione per Lamalaminola, un’azienda emergente nel settore dell’agricoltura sostenibile. Gli abbiamo fatto qualche domanda per scoprire di più sul suo lavoro, sulla sua passione per l’agricoltura e sulla sua visione per il futuro.

Buongiorno Giuseppe, ci può dire qualcosa di più sul suo ruolo in Lamalaminola?

Buongiorno. Il mio ruolo qui è principalmente quello di supervisionare e ottimizzare la produzione. Mi occupo di garantire che le pratiche agricole aziendali siano più sostenibili possibile, migliorando la qualità dei prodotti e minimizzando l’impatto ambientale, obiettivo perfettamente in linea con la filosofia aziendale.

Come ha scoperto la sua passione per l’agricoltura e la sostenibilità?

Sono sempre stato affascinato dalla natura e dalla terra, consapevole del fatto che sia una risorsa produttiva e vitale e che in ragione di questo vada preservata e valorizzata. Fin da piccolo ho imparato a rispettare l’ambiente e a comprendere l’importanza del concetto di sostenibilità. La mia formazione accademica agronomica mi ha permesso di approfondire quella che era una passione e mi ha permesso di dedicarmi professionalmente a quello che amo.

Qual è la filosofia aziendale di Lamalaminola per quanto riguarda l’agricoltura sostenibile?

Tutto si basa sull’idea che l’agricoltura può e deve essere sostenibile. Non si tratta solo di produrre, ma di farlo in modo responsabile, rispettando l’ambiente e la biodiversità. SENZA l’uso di pesticidi, per migliorare, promuovendo le pratiche agricole corrette, il ciclo naturale delle piante.

Quali sono le principali sfide che affronta nel suo lavoro?

Una delle principali sfide a livello aziendale è trovare l’equilibrio tra la necessità di produrre infiorescenze e potenziali derivati di cannabis light in quantità sufficienti da soddisfare la giusta richiesta di nicchia in modo efficiente. Questo richiede una continua ricerca e sperimentazione. La comunicazione è importante per far comprendere al singolo consumatore il valore dell’agricoltura sostenibile e il motivo per cui dovrebbe scegliere i prodotti naturali di Lamalaminola.

Qual è la sua visione per il futuro dell’agricoltura?

Spero in un futuro in cui l’agricoltura sostenibile non sia un’eccezione, ma la norma. Un futuro in cui l’agricoltura rispetti l’ambiente, favorisca la biodiversità e produca in modo sano. Un futuro in cui i consumatori siano consapevoli delle loro scelte e sostengano i produttori onesti. Vorrei vedere un’agricoltura che si avvale di tecnologie avanzate per ridurre l’impatto ambientale, puntando sempre di più sull’innovazione derivata dalle idee quotidiane delle giovani menti, supportate da imprese intraprendenti. Immagino un’agricoltura che incoraggi l’uso responsabile delle risorse e che promuova la salute. 

Quali misure sta prendendo Lamalaminola per realizzare questa visione?

Sta investendo molto in ricerca e sviluppo per migliorare le pratiche agronomiche aziendali. Ciò include l’esplorazione di nuove tecniche di coltivazione insieme all’implementazione di tecnologie innovative per monitorare la salute delle piante e promuovere sempre il risparmio idrico. Inoltre, stiamo lavorando per sensibilizzare i consumatori e gli stakeholder sull’importanza della sostenibilità al fianco dell’innovazione.

Cos’è il Metodo Inno242 e come viene applicato da Lamalaminola?

Il metodo Inno242 è un appellativo che sta ad indicare l’approccio innovativo alla gestione delle colture nato in Azienda e riconosciuto anche dalla collaborazione con enti pubblici e associazioni di settore nata attraverso una ATS con l’Università degli Studi di Bari. Si tratta di un sistema di produzione integrata che combina le nuove tecniche di produzione, buone pratiche agronomiche e un’attenta gestione delle risorse per ottenere un’ alta qualità del prodotto finale.

L’Azienda si è sempre dimostrata incredibilmente inclusiva, propositiva e di conseguenza anche le risorse collaborano per produrre in modo efficiente. Abbiamo lavorato coinvolgendo spesso realtà, limitrofe e non, del settore: per la selezione varietale di partenza e per le dotazioni indoor (BearBush); per la micorrizazione dell’apparato radicale delle nostre piante (Micohemp), per la nutrizione organica (Fattoria GalloRosso), insieme a moltissime altre dalla protezione integrata alla trasformazione alle start-up. E’ importante lavorare minimizzando gli input e agendo in prevenzione per perseguire l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione e cercare sempre un modo per promuovere l’ambiente e la biodiversità. 

Cherry Plus è la premiata cultivar potenziata. Come descriveresti le sue caratteristiche?

Cherry Plus è un’evoluzione naturale, frutto di un lavoro di miglioramento continuo. La sua “potenza” risiede nel suo metodo di coltivazione che conferisce ottima espressione delle potenzialità organolettiche. Il contenuto di CBD, un cannabinoide noto per le sue proprietà rilassanti, anti-infiammatorie e analgesiche, combinato ad un basso livello di THC  (inferiore allo 0,5%) la rende una scelta eccellente per coloro che cercano di sfruttare i benefici della cannabis senza gli effetti psicoattivi.

Lamalaminola ha delle iniziative specifiche per coinvolgere la comunità locale?

Assolutamente sì. Crediamo fermamente nell’importanza di coinvolgere la comunità locale nelle nostre attività. Cerca di promuovere eventi educativi, visite guidate e laboratori per aiutare le persone a comprendere meglio l’agricoltura sostenibile. 

A livello personale, quali sono i suoi prossimi obiettivi?

Continuare a imparare e cercare di sviluppare ulteriormente le iniziative di coinvolgimento della comunità, perché credo che l’educazione e la sensibilizzazione siano fondamentali per realizzare un cambiamento significativo.

L’intervista con Giuseppe Basile termina qui, ma il suo lavoro e la sua passione continuano. Con persone come lui alla guida, il futuro dell’agricoltura sembra essere in buone mani.

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